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La Cooperativa Sociale OfficineVispa di Bolzano si impegna quotidianamente per trasformare le comunità, promuovendo un dialogo inclusivo e costruttivo che favorisca l’autonomia, la gestione condivisa e l’emancipazione. Crediamo nel potenziale delle periferie come luoghi permeabili al cambiamento, spazi ideali per la rigenerazione urbana e l’azione collettiva.

Uno dei problemi senza dubbio più urgenti che le nostre comunità si trovano ad affrontare è dato dai prezzi immobiliari che a Bolzano, a differenza di altri luoghi, non sono diminuiti neanche dopo la crisi del 2008. La speculazione immobiliare ha preso, per varie cause, il sopravvento e la situazione è critica non solo nel capoluogo ma anche nei piccoli centri turistici delle valli.

Nel giugno 2023, abbiamo organizzato l’evento “Abitare stanca”, ispirato al libro di Sarah Gainsforth. Da qui è nato un manifesto per politiche abitative trasformative, frutto delle discussioni di sei tavoli tematici: dall’housing first all’abitare giovane. Tra le priorità emerse c’è la necessità di politiche abitative forti e inclusive, sul modello di città come Graz e Vienna, e l’urgenza di rendere accessibili i patrimoni immobiliari privati inutilizzati.

Un focus importante è stato posto su affitti brevi, turismo e gentrificazione. Gli affitti brevi e le seconde case sottraggono alloggi aə residenti. Proposte concrete per mitigare questo problema includono regolamentare le locazioni brevi e monitorare l’efficacia dell’aumento dell’IMI nei comuni ad alta pressione abitativa. È essenziale evitare che la riqualificazione urbana si trasformi in gentrificazione, come evidenziato dall’esempio del Walther Park. In provincia di Bolzano i dati indicano una forte crescita delle locazioni turistiche: secondo ASTAT, nel 2022 sono stati 5.465 gli alloggi offerti in media sulla sola piattaforma Airbnb. La crescita di questa tipologia di affitti nel quadriennio 2018-22 è stata del 181%. Il 91% di queste sono “case intere”, l’82% è gestito da host professionisti: non si tratta quindi di integrazioni al reddito ma di veri e propri modelli di business che sottraggono alloggi al fabbisogno abitativo locale contribuendo alla pressione turistica sul territorio con 1.8 milioni di presenze annue. In una provincia con fabbisogno abitativo acuto, paradossalmente, le politiche fiscali vigenti incentivano le locazioni turistiche tramite aliquote IMI inferiori a quelle applicate ad affitti “standard”. Nella città di Bolzano, ad esempio, la prima ammonta a 0.56% e la seconda a 0.90%.

Per favorire il dibattito su questo problema, sono stati invitati a Bolzano (presso la Facoltà di Design e Arti) e Bressanone (in Biblioteca Civica) gli attivisti Mario Santi e Adriano Oggiano della rete Alta Tensione Abitativa (ATA), nata dalla convergenza di realtà della società civile veneziana per rispondere ai danni causati dal dilagare delle locazioni turistiche. Il fenomeno a Venezia ha risvolti drammatici in quanto acuisce la turistificazione e il conseguente spopolamento della città, passata dai 180 mila abitanti degli anni 50 del secolo scorso ai 49 mila attuali. In reazione a ciò ATA ha elaborato una proposta di legge nazionale che darebbe ai sindaci la possibilità di fissare una soglia massima di locazioni turistiche, stabilita sulla base del rapporto tra posti letto in locazioni brevi e abitanti. Gli attivisti hanno inoltre richiamato l’importanza di fare rete per articolare una risposta al fenomeno. Infine, hanno presentato il lavoro dell’osservatorio civico sulla casa e la residenzialità denominato “OCIO”. Rispetto al caso limite di Venezia, l’intensità delle locazioni turistiche è minore a Bolzano e proprio per questo si deve intervenire fintanto che il fenomeno è gestibile e arginabile.

Ai due appuntamenti hanno partecipato oltre 50 persone, esperte/i e cittadine/i, con l’auspicio di proseguire il percorso. Tra le proposte emerse, quella di richiedere alla Provincia di Bolzano e ai Comuni forme più incisive per la detassazione di alloggi resi disponibili per l’affitto calmierato e la nascita di una rete provinciale delle realtà che si occupano dell’abitare nelle sue varie forme. I nodi del problema sono chiari: il mercato immobiliare che si contorce sotto il peso della speculazione, le seconde case che divorano spazi preziosi, gli affitti brevi che trasformano case in business. Ma da queste sfide nascono anche le soluzioni. Regolamentare le locazioni brevi? Sì, ma con un’occhiata lungimirante alla diversità dei territori. Monitorare gli impatti dell’imposta sugli immobili? Certamente, ma senza dimenticare di coinvolgere le voci della comunità, in particolare le più vulnerabili e marginalizzate. E non confondere mai riqualificazione con gentrificazione: vogliamo città che siano per tuttə, non solo per pochə privilegiatə.

Dal 18 al 20 aprile di quest’anno, si è tenuto a Bologna il Social Forum dell’Abitare, iniziativa che ha visto coinvolte in rete oltre 200 organizzazioni di varia natura da ogni parte d’Italia con l’obiettivo di promuovere politiche e pratiche per il dirotto all’abitare accessibile e giusto. Noi c’eravamo, per portare la nostra esperienza e il nostro impegno, ma anche sopratutto per ascoltare e conoscere, nell’ottica di promuovere, anche sul territorio sudtirolese, azioni immediate e coordinate.

Per maggiori informazioni e dettagli sulla proposta di legge per la regolamentazione degli affitti brevi, visita il sito di Alta Tensione Abitativa. Per un nuovo diritto all’abitare, guarda il il documento con le 19 misure per il diritto all’abitare avanzate dai promotori del Social Forum.

Stay tuned!

 

Alessio Giordano – Strassenzeitung Zebra/OEW Organizzazione per un Mondo Solidale

Marzia Bona – Istituto per lo Sviluppo Regionale/Eurac Research

Sergio Previte – Cooperativa sociale OfficineVispa